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Ciò che è consuetudine in alcune parti dell'Africa occidentale in Italia è obbligo legislativo. La legge n.113 del 29 gennaio 1992 stabilisce infatti che per ogni bambino nato si debba piantare un albero e che sul certificato di nascita del piccolo, per tutta la durata della sua vita, debba essere indicato il luogo in cui è ubicato il suo albero. In osservanza di questa legge, per la verità solo in parte applicabile perché nata zoppa, per molti anni i Comitati di Quartiere hanno piantato alberi e arbusti (ben 700 fino ad oggi) lungo quattro strade cittadine senza alcun finanziamento pubblico e con l'aiuto della popolazione. Nel corso di svariate cerimonie, tutte suggestive, sono stati assegnati gli alberi ai neonati. Di solito, nella strada in cui vi erano gli alberi da assegnare, si snodava un lungo corteo di genitori che spingevano i carrozzini dei neonati assegnatari. Alla testa del corteo vi era il parroco che benediceva alberi e bambini mentre i genitori cercavano la loro pianta aiutandosi con la mappa in loro possesso. Un delicato silenzio, non interrotto da alcun suono che non fosse il cigolio di qualche carrozzino bisognoso di essere meglio oliato, suggellava l'amore per i cuccioli d'uomo e le giovani piante, uniti ora nel percorso comune di una vita da vivere insieme forti e prosperi. Una volta, invece di far lezione, gli studenti del locale Liceo Scientifico, con alla testa il preside e i professori (tra cui quattro provenienti da altre nazioni europee) si sono recati in una strada, cittadina dove, afferrata ognuno la sua pala, hanno piantato un albero donandolo poi ai neonati presenti con le loro mamme. Un albero è stato donato piccolo neonato figlio del valoroso e sfortunato ciclista Campione Mondiale Dilettante Fabio Casartelli morto nel Tour de France del 1995. Nella centrale Piazza V. Emanuele III poi, accanto a una betulla delle foreste svedesi donata ad un neonato, una targa ricorda la cerimonia a cui parteciparono i sindaci di tre Comuni vesuviani, i rappresentanti dei sindaci delle città svedesi di Leksand e Rattvik e due consoli svedesi. Nella stessa Piazza una targa ricorda il Patto di Amicizia tra Italia e Svezia; una mappa incisa su metallo riporta la posizione di trentasette alberi e il nome dei neonati a cui gli alberi furono donati dai "padrini" e dalle "madrine ecologiche" svedesi e italiani.
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