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La starza della Regina

Nella zona a monte del Monte Somma per una serie di motivi, tra cui la fertilità del suolo, il clima salubre e la posizione strategica tra Nola e Napoli, fin dall'epoca romana furono costruite numerose case e ville padronali la più importante delle quali è la villa dell'Imperatore Augusto, scoperta negli anni trenta. Nell'era moderna la più importante villa rustica della zona, (situata peraltro nelle immediate vicinanze della Villa Augustea) è la Starza della Regina, fornita di imponenti cantine sovrastate da grandi magazzini di deposito, stalle, locali per la lavorazione del vino e, al primo piano, sale decorate ed ampie terrazze. Venne costruita in una data ignota anteriore al 1279, anno in cui Carlo, duca di Calabria, ordinò la riparazione dell'edificio.

Alla morte di re Carlo II d'Angiò ne divenne proprietaria, per concessione del nuovo re Roberto, la regina vedova Maria d'Ungheria da cui prese il nome di Starza della Regina. Nella Starza molti re e regine si avvicendarono per periodi più o meno lunghi, tale fu il caso di Alfonso I d'Aragona detto il Magnanimo, che regalò il palazzo alla sua bellissima amante Lucrezia d'Alagno oppure del futuro re di Spagna Ferdinando il Cattolico. La storia più affascinante, e in parte il mito, della Starza della Regina è strettamente legato a quattro regine Giovanna. Nel 1343, la futura Giovanna I colpì l'immaginazione popolare poiché fece il suo ingresso nel palazzo, ove veniva a trasferirsi, accompagnata da una numerosa e agguerrita scorta armata. Precauzione indispensabile per chi, portando con sé il vasellame d'argento della Regia Corte, era stata rapinata due volte, in una piazza di Napoli e sulla strada di Resina.

Intorno a Giovanna II, che ebbe fama di donna ardente e lussuriosa, sorsero moltissime leggende, una delle quali, che potrebbe corrispondere al vero, era quella di eliminare gli amanti, dopo aver intrattenuto con essi rapporti amorosi, facendoli cadere in un trabocchetto fatto appositamente costruire in una sala. Giovanna III fu molto pia e attiva: ella infatti fondò la chiesa e il convento di S. Maria del Pozzo, ripristinò la fiera annuale, concedendo molti privilegi alla città di Somma istituendo, tra l'altro, i "mastri de scola de grammatica" per ridurre l'alfabetismo. Nell'immaginario popolare il suo nome è però strettamente legato al fastoso matrimonio, da lei organizzato nella Starza, nel 1495, tra la quarta Giovanna, sua figlia diciassettenne e il re Ferrandino.

Non furono solo i fastosi banchetti e festeggiamenti che si protrassero per giorni, ma anche i ricchi regali che affluirono dai regnanti di tutta Europa tra cui si favoleggiò di un carretto d'oro che sarebbe ancora nascosto in qualche profondo recesso. La quarta Giovanna ebbe pure un temperamento ardente e focoso che, più che malaria, pare abbia consumato Ferrandino portandolo presto alla morte. Da vedova si dice che si consolasse attuando il sistema collaudato da Giovanna II, cioè quello di fare inghiottire gli amanti da appositi trabocchetti dopo i rapporti amorosi.

La Starza più di due secoli rimase appannaggio dei reali angioini e aragonesi fino a quando, con l'avvento del Viceregno, cominciò per Somma il periodo dell'infeudamento e la Starza diventò proprietà di varie famiglie nobili che si avvicendarono nel tempo. Nel 1934, fu dichiarato monumento nazionale. Diviso in vari lotti e venduto, il monumento è attualmente abitato da diverse famiglie ed abbandonato agli abusi edilizi, alla distruzione di ogni vestigia del passato e allo stravolgimento completo dell'architettura originaria (recente è il furto, denunciato dalla nostra Associazione, del marmoreo stemma aragonese e di abusi edilizi in atto).

Attualmente la muratura originaria a nord è in fase di completa distruzione, sostituita incredibilmente da una moderna costruzione tra la colpevole indifferenza di ogni Autorità preposta.