|
|||||
|
LA CHIESA DI SAN SOSSIO Secondo la tradizione nel 305 d.C. San Gennaro, nel trasferimento da Nola a Pozzuoli per essere decapitato , attraversō le campagne di Somma , insieme agli altri martiri che erano con lui, tra cui San Sossio, trainando a mano il pesante carro su cui si trovavano i suoi aguzzini. I contadini che assistettero all'episodio, mossi a compassione, aiutarono i martiri che, colpiti da tanta generositā, promisero che in futuro avrebbero manifestato la loro riconoscenza. Immerso nel verde, a due chilometri a nord della cittā, in un luogo situato lungo il probabile percorso dei Martiri e per lungo tempo quasi completamente isolata da ogni centro abitato, sorge l'artistica e antica chiesa di San Sossio. Nell'alto medioevo i Padri Benedettini del convento di San Severino e Sossio di Napoli, che ne erano possessori, gli diedero il nome attuale. La relativa distanza, ma soprattutto la mancanza di strade di accesso, ha contribuito alla scarsa conoscenza della sua antica storia. Abbiamo notizie sicure in documenti del 1268 e de1 1273 , oltre che negli atti dell'inquisizione dell'anno 1324 nei quali la chiesa č riportata nella tavola delle diocesi d'Italia dei secoli XIII e XIV. La chiesa, e l'annesso ampio convento, subirono varie vicissitudini nella loro lunga storia. Ebbero comunque la fortuna di poter usufruire del sostegno finanziario che ben 255 moggia di fertilissimo terreno produttivo, annesso al complesso, potevano assicurare. Il complesso appartenne ai Gesuiti dal 1579 fino alla loro espulsione dal Regno di Napoli. I Gesuiti rimaneggiarono ampiamente la chiesa in stile barocco e vi edificarono vicino la "grancia", una costruzione spaziosa per il loro soggiorno in tempo di riposo, di divertimento e di vendemmia: un piccolo paradiso immerso nel verde e lontano da ogni affanno e preoccupazione della cittā. Ridotta in pessimo stato dalle eruzioni del Vesuvio, nel 1712 fu interamente restaurata e consolidata dai Gesuiti e consacrata dall'arcivescovo di Benevento Vincenzo Orsino, divenuto poi pontefice col nome di Benedetto XIII. Nel 1973 la chiesa fu restaurata e restituita alla devozione per opera soprattutto del frate francescano di S. Maria del Pozzo padre Corrado Baretta. Il vasto convento č ora occupato da un Istituto tecnico Industriale statale.
|