|
|||||
|
LA CHIESA E IL CONVENTO DI SANTA MARIA DEL POZZ0 A poco meno di un chilometro dal centro cittadino, non lontano dalla Starza della Regina e dalla (ancora sepolta) villa dell'Imperatore Ottaviano Augusto, è situato l'antichissimo complesso di Santa Maria del pozzo, i cui cellai ospitano il Museo della Civiltà Contadina. Secondo la tradizione popolare nel luogo ove ora si trova la chiesa nell'epoca romana vi era un tempio dedicato a Giove Summano su cui venne edificato, all'inizio della cristianità, una piccola chiesa. L'antica cappella, che ancora oggi esiste, dieci metri sotto il livello della chiesa superiore, risulta inserita in un solido ambiente di struttura romana nella cui volte a botte, si nota l'imboccatura di un pozzo che è all'origine del nome del complesso. In questa cappella, tra altri affreschi alquanto sbiaditi, se ne ammira uno della Madonna del Pozzo piuttosto ben conservato. Salendo una decina di gradini, si raggiunge un'ampia chiesa a sala che fu ampliata e totalmente affrescata nel 1333 da Roberto d'Angiò per ricordare l'incontro con Andrea, figlio di Caroberto, re d'Ungheria, che diede in isposo alla regina Giovanna, sua erede. In questa chiesa gli affreschi di epoca bizantina (sec. XI-XII) sono stati coperti da altri quattrocenteschi, a loro volta coperti da pitture settecentesche. Nel 1500, in seguito alla tremenda eruzione del 1488, la chiesa fu sommersa da fango e cenere e la regina Giovanna III d'Aragona, che alla morte del marito si era stabilita nella vicina Starza della Regina, fece costruire il convento e la chiesa superiore. La nuova chiesa, che prese ilo nome di Santa Maria del Pozzo dalla chiesa sottostante, fu successivamente II affidata ai Frati Minori Osservanti Francescani da Papa Giulio II. La regina Giovanna non si limitò a fare costruire la chiesa, ma la dotò di preziose opere d'arte tra cui un presepe ligneo a grandezza d'uomo (la statua superstite di S. Giuseppe in ginocchio si trova presso il Museo di San Martino a Napoli) e ridiede impulso all'antica fiera, concessa da Carlo d'Angiò nel 1294, che si teneva nel vasto spiazzo antistante il complesso. Un'altra regina aragonese, Giovanna IV, successivamente lasciò un legato annuo di 65 ducati per la manutenzione della chiesa. Il convento annesso chiesa, popolato sempre da Francescani, fu importante sede di educandato e di studi religiosi e filosofici, fornita di un'ottima biblioteca, una parte della quale è conservata presso la sede del I circolo didattico di Somma Vesuviana. Nel 1920 il complesso venne dichiarato monumento nazionale. |