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IL SANTUARIO DI SANTA MARIA A CASTELLO

Nel IX secolo d. C. a circa metà strada tra l'ampia valle sottostante e la cima più alta del Monte Somma (Punta del Nasone 1.180 m), innestandosi probabilmente su una preesistente costruzione romana, sorse l'Arx Summae, un possente castello normanno-svevo.

Esso resistette impavido, nel corso dei secoli, agli assedi di agguerrite e numerose armate, ma nulla poté contro la furia devastatrice della terribile eruzione del 1631. Un secolo prima, nel 1500, sul lato nord delle sue mura, venne eretta la piccola chiesa dedicata alla Vergine Santa Maria di Castello. Questo piccolo Santuario, che è al centro degli antichissimi riti vesuviani e del folk locale, è oggetto della fervida devozione degli abitanti della zona.

L'eruzione del 1631 distrusse completamente la chiesa seppellendola sotto una coltre di cenere. Ma, per la gente che vive all'ombra del Vesuvio, le ricorrenti tragedie che si consumano nei secoli si alternano ad altrettanto esaltanti rinascite. In questo caso, alla distruzione seguì la speranza che si concretizzò col primo miracolo della Vergine. Si narra infatti che della statua, estratta dalle macerie, si ritrovò soltanto la testa che fu consegnata a uno scultore napoletano incaricato di ricostruire il corpo.

Ma questi, occupato in altre faccende, dimenticò il lavoro che gli era stato commissionato. Un giorno la figlia paralitica dello scultore, rimasta sola nel laboratorio, sentì una voce femminile che usciva da una cassa e che, chiamandola per nome, le ordinava di ricordare al padre di portare a termine il lavoro che gli era stato commissionato.

La giovane, dimentica della sua infermità, andò ad aprire la cassa e prese la testa della Madonna di Castello che, in quel momento, l'aveva guarita dalla paralisi.

S.Maria a Castello- IL Ciglio del Monte Somma