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LA CINTA MURARIA ARAGONESE Della cinta muraria della Città, probabilmente esistente fin dall'Alto Medio Evo, abbiamo notizie più precise in epoca angioina quando, nel 1350, essa fu chiamata a difendere i cittadini dall'invasione del Regno di Napoli da parte di Luigi d'Ungheria. Ma in quella circostanza le mura non bastarono ad evitare il saccheggio e l'eccidio di molti uomini. Ebbero invece successo in altre occasioni fino a quando, nel 1467, Ferrante d'Aragona ne ordinò il consolidamento e il parziale rifacimento. Le mura , così fortificate, ebbero un ruolo determinante quando, in occasione della rivolta di Masaniello, i nobili si asserragliarono nella città fortificata da cui, dopo furiosi scontri, furono cacciati. Ma in quel caso non finì bene per i popolani, molti dei quali furono giustiziati, successivamente, in Piazza Trivio. Le mura aragonesi, cingevano il quartiere medievale per circa 1300 metri e racchiudevano 85.000 metri quadrati, erano originariamente alte dieci metri ed erano intervallate da grosse torri semicilindriche distanziate mediamente quaranta metri l'una dall'altra. Le porte della Città erano quattro: Porta Terra o Porta San Pietro a nord, Porta Formosi o Porta Marina ad ovest, Porta della Montagna o Porta del Castello e Porta Piccioli o Porta Tutti i Santi ad est. Delle mura, attualmente, alcune parti sono andate distrutte, più che per eventi naturali, per l'incuria e l'abusivismo edilizio, così come è avvenuto per diverse torri. Per la nefasta azione degli abitanti, e per la mancanza di adeguati controlli, diventa inoltre sempre più grave l'interruzione del circuito murario.
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